11 Febbraio 2019

Cuba, un “pianeta” tutto da scoprire: il primo incontro con l’Havana

Erano anni che avevamo nella nostra libreria la guida di Cuba e a novembre 2018 ci siamo decisi: inizieremo il nuovo anno al caldo sole dei caraibi, alla scoperta di un’isola che sapevamo già da subito ci avrebbe rapito il cuore.

Purtroppo il tempo che abbiamo potuto dedicare a questo viaggio è stato di soli 7 giorni. Per poter visitare come abbiamo fatto noi la parte centro/nord di Cuba in tutta tranquillità abbinando anche qualche giorno di relax al Varadero, servono almeno 10/12 giorni. Ma non fatevi scoraggiare, se guidare per ore non vi spaventa, allora continuate a leggere.

Siamo partiti per l’Havana la mattina di domenica 27 gennaio per atterrare, via Cayo Largo, alle 19. Un volo, quello da Cayo Largo a l’Havana, e un atterraggio che ricorderò per sempre; ad attenderci: un tornado! Avete letto bene, pur non essendo stagione di uragani e tempeste, si è formato dalla terra un tornado che esattamente un’ora dopo il nostro atterraggio ha colpito la parte più interna della città causando 3 morti, 170 feriti oltre ad aver distrutto tutto quello che ha incontrato durante la sua corsa.

Oscillazioni e vuoti d’aria hanno accompagnato i 20 minuti di volo che separano Cayo Largo da L’Havana, il vento soffiava a 300km/h e pioveva così forte da non vedere nulla. Una volta passato il tornado e usciti dall’aeroporto dove nel frattempo era saltata anche l’elettricità, ci siamo diretti verso la Casa Particular che ci ospitava, una bellissima casa in stile cubano a metà strada tra il quartiere del Vedado e il Malecon, dove onde alte 8 metri avevano allegato parte della città vecchia.

Ad accoglierci un’Havana spettrale senza corrente elettrica e con strade allagate dove gente incredula cercava di raggiungere casa, o almeno un posto sicuro. Nessuno si è reso conto di cosa stava realmente succedendo fino al mattino successivo quando i telegiornali hanno mostrato le immagini del passaggio del tornado; un tornado così violento e inaspettato che la notizia è arrivata anche in Italia. La corrente in città è tornata alle 2:30 del mattino e le nuvole hanno lasciato spazio al sereno già dal mattino dopo.

La popolazione, forse abituata a questo genere di catastrofi improvvise, ha continuato a commentare l’accaduto per tutto il giorno successivo ma il loro spirito resiliente, gioioso e positivo ha prevalso sulla disperazione è già il giorno dopo sembrava che nulla fosse mai accaduto.

La mattina seguente, il referente in loco del tour operator a cui ci siamo appoggiati per creare il nostro viaggio (PressTour) ci ha accolti con il sorriso e la frase: “Benvenuti sul pianeta Cuba!” per poi continuare felice con indicazioni in merito alla città e al nostro viaggio in solitaria in giro per l’isola. Oggi capisco che ha detto quella frase non riferendosi all’accaduto della sera precedente ma perché Cuba è davvero un mondo a sé, un pianeta meraviglioso tutto da scoprire, uguale a niente che già esiste, niente che i nostri occhi sono già abituati a vedere o le nostre orecchie sono già abituate a sentire.

Il nostro viaggio è iniziato lì; con una colazione a base di pane, marmellata e frutta tropicale a casa di una famiglia cubana, Mayra e Jesus. Con Dhaiana e i suoi occhi scintillanti mentre parlava della sua isola e della sua città. Il nostro viaggio è iniziato lì, all’Havana, per poi continuare a nord verso la Valle di Vignales e le piantagioni di tabacco e ancora “rotolando verso sud” alla volta della splendida Trinidad, paese Patrimonio dell’Umanità, passando per Santa Clara, cittadina da cui è partita la rivoluzione (se avete tempo non dimenticativi di passare anche per Cinfuegos, noi purtroppo abbiamo dovuto rinunciare) per poi approdare, gli ultimi due giorni, sulle bianche spiagge del Varadero per un po’ di meritato relax dopo 1400 km percorsi su e giù per le “autostrade” di Cuba. Sempre io&te, sempre insieme, come nei migliori film on the road.


Siete pronti a salire in machina con noi alla scoperta del nostro viaggio? 

Valle di Vignales
Plaza Mayor – Trinidad



Qualche indicazione utile prima di partire:


Per entrare a Cuba è necessario un visto e noleggiare un’autovettura che sia affidabile, ovvero moderna e che non vi lasci a piedi i primi 100km, non è semplice; per questo e per le questioni burocratiche affidatevi sempre ad un’agenzia. Le auto per i turisti vanno con la Gasolina Especial e i pochi distributori sull’isola, soprattutto quelli lontani dalle grandi città, non sempre l’hanno a disposizione cercate quindi di non arrivare mai con il serbatoio vuoto.


Sull’isola non esistono navigatori satellitari e i cartelli stradali lasciano il tempo che trovano, scaricatevi quindi le mappe sul cellulare prima di partire. E’ sconsigliato guidare di notte perché le strade non sono illuminate. Sia sulle strade che in “autostrada” troverete gente a piedi che attraversa, persone in bicicletta o con i carretti anche contromano. Prestate sempre massima attenzione e cercate di arrivare alla città successiva prima che cala il sole; la legge cubana è molto severa!


Per il resto Cuba è un’isola sicura, la gente è gentile e disponibile a darvi indicazioni ed aiutarvi magari in cambio di 1 CUC = 1 EURO (il peso convertibile, la moneta che viene data ai turisti); spesso le persone vi fermeranno anche solo per chiacchierare, nessuno si avvicinerà mai per mendicare. Uscendo da l’Havana troverete su strade e autostrade gente che chiede un passaggio: non dateglielo, come recita il detto fidarsi è bene non fidarsi è meglio! 


E’ possibile collegarsi ad internet utilizzando la vostra rete dati ma ve lo sconsiglio se non volete trovarvi una bolletta esorbitante al vostro rientro. E’ possibile collegarsi alla rete wi-fi nazionale acquistando una scheda dal valore di 1 CUC che permette 1 ora di navigazione ma la rete non si trova ovunque, solo in determinati punti della città o presso le hall degli alberghi.


Le carte di credito non sempre vengono accettate, quelle americane mai! Munitevi di contanti che potrete cambiare tranquillamente una volta atterrati sia in aeroporto che alle varie Case del Cambio. Nonostante i cubani continuassero a ricordarci che questo: “è l’invero più freddo di sempre”; la temperatura media a fine gennaio è 26 gradi di giorno e 16 la sera, portatevi una giacca e la crema solare sempre in borsa. 


Lasciatevi trasportare dalla musica caraibica che vive per le strade e nei locali, non abbiate fretta perché i cubani non sanno cosa sia, a Cuba la vita è molto slow! Infine se siete all’Havana non potete non fare un giro su un’auto colorata anni ’50 o andare a sentire un concerto dei Buena Vista Social Club.


PH e testo Love.Life.Lunch. 2019 tutti i diritti riservati


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