12 Marzo 2018

Book: La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle

“È iniziato tutto nel giardino di Monet a Giverny. Lo ricordo come se fosse ieri. Era il dicembre del 1979. Da più di trent’anni, ogni sera mi domando come sarebbe stata la mia vita se non fossi entrato in quel giardino”.

Partendo dal presupposto che amo Parigi e quando un libro è ambientato in questa splendida città io lo devo comprare e leggere assolutamente, La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle è un romanzo affascinante, con una narrazione semplice, scorrevole e ben costruita che parla al cuore e riflette sul destino e su quello che l’uomo può fare per cambiarne il corso.
Il protagonista è Frédéric, un uomo che dalla vita sembra aver ottenuto tutto (apparentemente), un grande appassionato d’arte tanto da collezionare quadri impressionisti e saranno proprio uno di questi quadri, il giardino di Monet a Givency e una mappa del tesoro lasciata in eredità da uno sconosciuto a portare il protagonista a rivalutare la sua vita e a fare i conti con il suo passato.
Ovviamente Frédéric non è solo, con lui l’assistente Pétronille e una serie di altri personaggi eccentrici e bohémien. Un romanzo, questo della Vermalle, leggero che si legge velocemente con ritmi incalzanti che ben si sposano con con il mistero rappresentato dalla ricerca del tesoro, l’arte è il grande valore aggiunto; ma è anche un romanzo di crescita, che fa riflettere sulle piccole (e veramente importati) cose della vita.

“Io preferisco dire che bisogna crederci. Non è granché crederci, possono farlo tutti: basta metterci un po’ di buona volontà, far tacere il rumore intorno, aprire gli occhi e vedere la propria buona stella. Le persone non credono più alla loro buona stella, ed è un peccato. Si sbagliano, non c’è dubbio: lei c’è per tutti, bisogna solo prendersi la briga di cercarla. A volte brilla dentro alle piccole cose, cose minuscole. In una presenza, per esempio. Al mondo siamo in sette miliardi, eppure, per una sorta di miracolo, basta una voce, un cuore, un certo modo di vedere le cose per illuminare tutto di colpo. Ho conosciuto alcune persone speciali che brillavano persino quando nessuno le vedeva”.


Quarta di copertina
Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Tour Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, un elegante palazzo sull’Île Saint-Louis. È Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma dopo essere stato abbandonato dal padre molti anni prima, ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto che mettere ancora in gioco il suo cuore ferito. Fino a quando, un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l’aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all’aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d’obbligo al Musée d’Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza. Lo charme di Parigi. Un’appassionante caccia al tesoro sulle tracce dei quadri di Monet. Un inno alle piccole cose che scaldano il cuore.

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