15 Giugno 2017

Lisbona: alla scoperta del Chiado e del Bairro Alto

“Per me non esistono fiori in grado di reggere il confronto
con la varietà di colori che assume Lisbona alla luce del sole”
Fernando Pessoa

Lisbona è una città magnifica; vivace, dinamica, armoniosa, intensa a volte ambigua e complessa ma pur sempre splendida alla luce del sole che al mattino presto si riflette nel fiume Tago. Lisbona è una città elegante, ricca di fascino e di storia, desiderosa di farsi scoprire e ammirare; è una capitale disponibile e sorridente come le persone che la vivono, è malinconica e composta come le note del Fado che risuonano nei locali la sera, è una città che ha saputo rialzarsi dopo terremoti e incendi che l’hanno devastata nel profondo, Lisbona è l’esplosione di sapori e profumi dei pasteis de nata, del bacalhau, delle sardine e del vinho verde.
La bellezza di Lisbona è racchiusa nell’identità dei quartieri della città vecchia: Rossio, Chiado, Alfama, Bairro Alto e Baixa. Ogni angolo della città vecchia può essere tranquillamente visitato a piedi armandosi di scarpe comode per affrontare le salite che contraddistinguono questa capitale; ogni quartiere ha la sua connotazione fisica e culturale e perdersi è quasi impossibile. L’intera città è un perfetto equilibrio di antico e moderno (conseguenza della riqualificazione urbana in occasione di Expo 1998) e questo e visibile soprattutto nel Chiado e nella progetto delle Terrazze del Carmo ad opera dell’architetto portoghese Alvaro Siza, che hanno ridefinito un nuovo spazio urbano senza snaturare quello che la Chiesa e il Convento del Carmo sono stati in passato. 
La Chiesa o meglio dire le rovine della Chiesa del Carmo, che oggi accoglie un museo archeologico, lasciano senza parole; l’intera struttura in stile gotico è crolla durante il terremoto del 1755, subito l’anno successivo sono partiti i lavori per la ricostruzione che si sono però fermati nel 1834 lasciando così l’opera incompiuta: le navate e il transetto sono rimaste senza tetto e sono così ancora oggi. Le immagini non rendono l’idea, l’esperienza in questo caso va vissuta di persona.
Il nostro albergo, il Lisboa Pessoa Hotel, era situato proprio a ridosso di Lago do Carmo, una piccola piazzetta dove si affacciano ottimi ristoranti di pesce e un chiosco per l’aperitivo. La posizione strategica permette di raggiungere facilmente a piedi la stazione ferroviaria di Rossio, la Rua Augusta che porta direttamente a Praca do Comércio e tutte le principali attrazioni; come l’Elevador de Santa Justa, il simbolo di Lisbona dopo il ponte del 25 Aprile e i famosi tram gialli.
La struttura neogotica in ferro dei primi del ‘900 è conosciuta anche con il nome di El Grasciaro ed è senza dubbio una delle principali attrazione della città per la sua vista mozzafiato su tutta Lisbona. Si sale con un ascensore in legno e ferro battuto molto caratteristico e una volta in cima la città di apre sotto i nostri occhi in tutti il suo splendore.
Vista sui tetti della città vecchia
Vista su Praca do Rossio/Praca Dom Pedro IV
Vista sul Castelo De Sao Jorge
Vista sulla Sé Catedral
Vista sul fiume Tago e l’Arco di Augusto
Passeggiare tra le vie del Chiado e del Bairro Alto il pomeriggio tardi e la sera ha un grande fascino; queste sono le vie dello shopping in cui sono presenti tutti i più importanti marchi di moda internazionale ma anche piccole botteghe in cui trovare artigianato locale. Le pareti delle case sono ricoperte dalle famose piastrelle locali, Azulejos, declinate in tutte le sfumature del mare, un vero incanto (non smettevo di fotografare palazzi).

I ristoranti propongono cucina tipica (si dice che a Lisbona esistano 356 ricette per cucinare il baccalà, una per ogni giorno dell’anno) e in alcuni locali è possibile cenare accompagnati dalle note del Fado, la tipica musica popolare del Portogallo e della città di Lisbona, patrimonio dell’Unesco. Le parole raccontano per lo più di storie d’amore non sempre finite bene; la musica è malinconica, struggente e nostalgica: insomma, una canzone neomelodica napoletana, ma molto molto più triste. Un’esperienza assolutamente da provare; l’ideale sarebbe riuscire a scovare serate di Fado improvvisate, magari con l’aiuto di qualche autoctono che ci fa una soffiata, ma anche partecipare a cene organizzate in locali “turistici” ha il suo fascino; attenzione solo al conto che potrebbe essere un po’ salato.

Spettacolo di Fado
PH Love.Life.Lunch. 2017 tutti i diritti riservati.

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