05 Agosto 2016

Olimpia dove la storia dei giochi ebbe inizio

Questa sera (questa notte per noi in Italia e più precisamente all’una di sabato mattina) prenderanno il via ufficialmente, lasciandosi alle spalle non poche polemiche e ritardi, i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016. Con questo post non vi racconterò del mio viaggio in Brasile perchè, purtroppo, non è ancora avvenuto ma vi porto là, dove secondo la mitologia greca tutto ebbe inizio: ad Olimpia.

Visitare il sito archeologico patrimonio dell’UNESCO della città di Olimpia è un’esperienza unica; pensare che quelle strade sono state solcate dai primi atleti più di 3000 anni fa (esattamente nel 776 a.C.) che quelle colonne e qui resti hanno visto il sudore della fronte dei primi ginnasti, maratoneti e che quegli spalti che ora si posso quasi solamente immaginare hanno sentito l’applaudire dei primi “tifosi” (se così li possiamo definire), fa venire la pelle d’oca.

Io sono arrivata ad Olimpia in una calda giornata di fine luglio dalla cittadina portuale di Katakolon, nel Peleponneso, che dista dal sito circa 20 km. Olimpia, sormontata dalla collina di Krònos, è uno dei più grandi siti archeologici della Grecia e solo Delfi e Micene possono rivaleggiare per quanto riguarda fama e associazioni storiche.


Le rovine del ginnasio e della palestra (la scuola di lotta) utilizzate dai concorrenti durante il loro mese obbligatorio di allenamenti pregiochi. 



L’immensa quantità di strutture in rovina possono restituire una’impressione di confusione circa le loro funzioni e la loro antica magnificenza e distinguere i vari resti archeologici non è affatto semplice, per questo affidarsi ad una guida è sempre la soluzione migliore anche se la storia dell’antica Grecia è la vostra passione.


L’attrazione più “famosa” è senza dubbio il primo braciere olimpico, o quello che ne resta. Qui ancora oggi, ogni 4 anni, avviene la cerimonia ufficiale dell’accensione della fiamma e della torcia olimpica. Nella prima immagine sono visibili i resti del braciere olimpico mentre nella seconda immagine il particolare di una fontana romana (ninfeo) nei pressi del braciere.




La seconda attrazione più visitata e riconosciuta è senza dubbio lo stadio olimpico, ora una distesa di sabbia con l’erba al posto degli spalti, era ed è ancora oggi il fulcro dei giochi. E’ ancora visibile la pista di atletica e una volta giunti al sito è quasi impossibile trattenersi dal fare una corsa e sentirsi per un attimo “parte della storia”. Vi regalo una perla; il commercialista in piedi sul vero podio olimpico che saluta la folla in estasi per la sua performance atletica (ti piacerebbe doc! ndr).




La visita si conclude passando di fianco alle rovine del Tempio o Tempietto di Olimpia eretto in onore di Zeus. Di forma circolare al suo interno si trovava la gigantesca statua del dio realizzata in oro e avorio da Fidia nel 430 a.C. e inserita fra le sette meraviglie del Mondo. A seguire i resti del Tempio di Erauno dei più antichi edifici dorici di cui oggi si possono ancora ammirare i resti e al cui interno venivano custodite le corone di alloro riservate ai vincitori dei giochi.




Una tappa al Museo Archeologico di Olimpia è d’obbligo. Aperto al pubblico nel 1982, custodisce una straordinaria collezione di manufatti rinvenuti nel corso dei lavori di scavo. Uno dei più famosi reperti esposti è la Nike di Peonio la stessa impressa sulle medaglie date in premio agli atleti durante i Giochi Olimpici di Atene 2004.




PH Love.Life.Lunch. 2016 tutti i diritti riservati

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